Botany Bay

...se devi andare, allora vai! Ma se resti, fallo, e consapevolmente...

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Blogger: Tyog
Nome: Tyog, Khan di Szekely
Un essere dotato di assoluto attaccamento a tutto ciò che è vita: sensazioni, emozioni morbose, dolcezze languide, tremiti estenuati... E chi più ne ha, più ne prenda...

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sabato, 05 luglio 2008

Stasera
 
Stasera
Che ho bisogno d’amore
O che dovrei cercarlo nei mille
Rivoli della mia esistenza
Stasera
Che il cuore mi scoppia
Di pianto e non ho più occhi da guardare
Stasera
Ho deciso
Di sopravvivere al tedio, al silenzio
Frantumato in milioni di parti.
 
BACIO
 
Voglio incollare la mia bocca sulla tua
Come un'ostia di dolcezza, d'amore
e che il dolore dalle tue palpebre scompaia
Come un'inutile grumo di polvere, un volo
Di gabbiani che si perde nell'eterno
Ricordi neri che si spazzano via, il vento
Dissolversi sulle tue membra, come una carezza
E la tua anima che fiammeggia, nell'estasi
Suprema di due corpi ch'esplodono
A dar luce su luce, generando
Inebrianti universi…
 
Voglio che la tua bocca sia la mia
Per sempiterni ricordi, nel silenzio.
 
FIRE AND ICE
 
Come un gelido vento, la tua bocca
Scioglie le vele nel mio mare occhiuto
E canzone sgorgare da un liuto
Di palpiti, estasi e fiamma dove tocca
 
E se ammari nel cuore dissoluto
Come una freccia che dal cielo scocca
L’avida mano tua risplende, fiocca
Quale grumo di luce, un assoluto
 
Languore divorare le mie membra
Il volo delle dita che a rimpianto
D’altre dita non si disperde, sembra
 
Come s’io adesso qui t’avessi accanto
E la mia mente altro non più rimembra
Che i tuoi fianchi, e scuro e muto un canto!
 
 
P.S.: Da oggi e per circa due mesi, cari lettori e amici, le poesie di questo blog si diraderanno di molto. Anzi, direi che diventeranno rarissime come un diamante nella roccia. Fate tesoro di quelle che qui leggete, nonché dell’archivio: vi sarò grato se – ogni tanto – poserete una rosa in codesti luoghi, a ricordo del passaggio e a traccia di avermi avuto in mente. Sia pure solo per qualche frantume di tempo…

postato da: Tyog alle ore 10:43 | link | commenti
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venerdì, 04 luglio 2008

FIORE DI CAMPO
 
Sei quel fiore, sei la mano che lo coglie
Sei dolore, la mia brama, il desiderio
Che si scioglie nelle membra, come assenzio
O come ombra, l’acqua delle pievi
Che fra le mani mi sfugge, ed io l’agogno
Sei sogno ed incubo, la notte stellata
Come una ferita, ben oltre le trincee
Di questo mondo sporco, dei tuoi stessi
Universi, sei la briaca opalescenza
Che m’accora quando sono solo e muto
Come uno stormo di corvi allontanarsi
Dal campo devastato del mio cuore
Sei anima di sole, avello infuocato
Dai fantasmi d’un ardua conoscenza
 
Sei quell’orchidea che piange, ed io ti amo
Come mai, nella vita, ho mai amato…

postato da: Tyog alle ore 08:26 | link | commenti
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venerdì, 27 giugno 2008

…piaga per allentar d’arco non sana…
Francesco Petrarca
 
Hai conficcato il tuo languido sguardo, come punta di freccia
Nelle mie carni, e nel cuore, ove riposa un martirio di palpiti
E sul cammino tortuoso, sul vergine campo delle mie sicurezze
Hai seminato morbidi dubbi, e miele di timore hai sparso…
 
La costellazione luminosa del tuo petto
Risplende nei miei occhi, come un roveto in fiamme!

postato da: Tyog alle ore 11:41 | link | commenti
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mercoledì, 25 giugno 2008

VERTIGINE
 
Penetro, adesso
La tua mancanza rossa
Come una goccia
Di sudore che scorra
Sulle mie mani riarse
Come l’inerpicarsi
Della mia solida voglia
Lungo il cammino erto
Dei tuoi fianchi
Dei tuoi seni
Del tuo cuore.

postato da: Tyog alle ore 08:52 | link | commenti
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SOGNI
 
Acqua nelle mani, l’arco dei fianchi
Che mi sovrasta, le sete armoniose
Il madido cercarti nell’immensità
D’una gonna gualcita, l’astro che sorge
E sfavilla, ora, nel centro degli occhi
Come la deflagrazione d’un universo
Come la distrutta potenza d’un tempio
Crollato, il feticcio che la spada distrugge
E tu, fra le mie dita, miracolarmi d’ombra
E dissolvermi il cuore, scolpirmi, fra sorrisi
E grida…

postato da: Tyog alle ore 08:51 | link | commenti
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MAGGIO
 
La primavera stava terminando. Le dissolvenze di un
maggio dissolto nella nebbia e nei colori languidi delle
folaghe lasciava spazio ad un sole sferzante, dal respiro
affannoso e rosso. Bagliori lucidi erano il fremito che
sbocciava dal suo ardente profumo…
S. Aspinall, “The threehouse”, 1928
 
Giorni di maggio quando il sole
Sorgeva dalle voragini silenziose
Della notte, fondeva i suoi riflessi
Smeraldini nel languido pallore
Che le nubi lanciavano allo sguardo
Ed ascoltavi cieli di vetro farsi
Crogiolo ed uragano sui tuoi occhi
Acqua di tetto era l’unico rifugio
Alle tue cosmiche paure, alle visioni
E un mare lontano incombeva su di te
Con i respiri della sua greve presenza…
 
Giorni di maggio quando il sole
Era l’essenza stessa del tuo cuore.

postato da: Tyog alle ore 08:50 | link | commenti
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lunedì, 23 giugno 2008

…DEDICATO A DUE OCCHI CHE NON VEDO…
 
Offrire, alla tua bocca, il mio corpo
Disfatto nella sera, nutrirmi dei tuoi
Sguardi silvani, scolpire il tuo ritratto
Sulla tela delle mie mani, con le dita
Che diventano pennelli, s’intingono
Nella tua scura foresta di palpiti, ora
E quello che resta sono le mie labbra
Languide penetrare la tua bocca soave
L’angolo d’ogni tua anima. Violarlo
Come tempio d’ombra, come altare
Dedicato ai tuoi sogni, ai nostri sogni
Che intessiamo a distanza, scrutandoci
Solo negli occhi…

postato da: Tyog alle ore 13:52 | link | commenti
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sabato, 14 giugno 2008

TIGRE
 
Gli occhi della tigre sono come i miei
Il profumo dei suoi artigli è come
Un mare profondo, agitato
Una passione che si dissolve nell'aria
Screziata di rosso, il silenzio
Di giardini incamminarsi nella notte
Quando un languore di sogno ammorbidisce
I tuoi pensieri, e una mano cerca e trova
Solo il vuoto...

postato da: Tyog alle ore 08:58 | link | commenti
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giovedì, 12 giugno 2008

Se, con affannosa urgenza, mi metto ad ascoltare le mie dita, e le immagino penetrare nel tempio solenne dei pensieri che ogni giorno ti dedico, fatalmente, senza che io possa far nulla per preparare il mio cuore all’evento, s’impadronisce di me una volontà indomabile di possesso, un desiderio folle di sfiorare le tue turgide labbra, e travolgere il tuo cuore come un leggiadro uragano di palpiti o una deliziosa mareggiata d’emozioni… Non so se questo sia un modo, improvviso e contorto, per cancellare il bisogno disperato di assopirmi nella tua morbida carne, o il lancinante dolore che provo quando penso al tuo respiro lontano che non lambisce la mia pelle (e, come se non bastasse, proprio allora la sera viene, e il disappunto e il disgusto calano sulle mie spalle come un macigno). Io, ripeto, non lo so. Quello che so è che ti voglio, e che la mia anima farebbe ogni sorta di sacrificio per averti!

postato da: Tyog alle ore 10:50 | link | commenti
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mercoledì, 11 giugno 2008

TEMPESTA
 
Voglio giungere con le mie madide mani
Al porto sconosciuto dei tuoi fianchi
Come un marinaio, vagando sugli oceani
Inesplorati del tuo sguardo, dei tuoi occhi
Freccia scoccata nel mio cuore, tocchi
Con le tue dita la mia solida veemenza
Un arco di violenza che adesso si tende
Nel buio, per aprire lo scrigno esploso
Il sole corroso della mia voglia, il desiderio
Delle tue labbra, il dolore, l’amore
Lo stravolto sostegno alle tue grida folli
E penetro nel tuo tempio già violato
Nell’ignota gravezza del tuo destino
Il frale rosso d’oriente che si scioglie
Soavemente sul mio stringerti, siccome
Il profumo schiavile del tuo corpo...

postato da: Tyog alle ore 10:10 | link | commenti
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